lunedì 29 luglio 2013

Il tre nazioni...

Nel piccolo mondo ciclistico locale fatto di salite anonime, una delle cose particolari che possiamo fare, a parte prender l'auto per andare a scalare lo Zoncolan;-), è visitare tre nazioni nello stesso giro in bici!

Ieri, assieme a Manuel "sorriso Sagan", ci siamo concessi una bella gita con itinerario Italo-Sloveno-Croato.

Il percorso classico del tre nazioni, in senso orario, prevede l'ascesa di San Servolo, l'uscita dalla Slovenia da Podgorje, la tratta Croata Vodice-Dane-Brest-Buzet, il rientro in Slovenia per Socerga e poi via verso l'Italia (di solito per Lazzaretto, sta volta stanco morto ho optato per Skofie per accorciare un pò il tragitto).
Ci sono stati ovviamente altri "tre nazioni", ad esempio le belle gite a Grisignana, Buje, Montona ecc...

manuel al rifornimento...

la fontana di dane e le mie, scusate, le nostre wilier (la gt era mia;-))


Il giro è stato splendido, in salita si chiacchierava allegramente, ho pure chiesto a Manuel (per prenderlo in giro visto che monta le 60mm): come ti trovi con le ruote a basso profilo???
Ovviamente non ha potuto ribattere alla battuta contro le mie 82-101 ma, si scherza!!!
In discesa, nei bellissimi boschi Croati, eravamo accompagnati dal suono delle ruote libere che si mescolava a quello delle chiassose cicale (abbiamo pure incrociato una macchina!!!).
Da Dane, sfiorando il confine agricolo di Rakitovec, a Brest si pedala in un luogo magico, fuori dal tempo. E un peccato che questo bosco incantato prima o poi, finisca!!!
Il caldo è stato a tratti soffocante, fortuna che il percorso è disseminato di fontane e l'acqua fresca non è mai mancata nelle nostre borracce!!!
103km e parecchie ore dopo siamo arrivati a casa, discreta la salita affrontata (1550m il dislivello), la tirata in via Flavia (uno dei pochi tratti piani della zona) sancisce la fine delle "ostilità".
La battuta di Manuel "ti ho perso dopo 4 secondi" mi riempe di voglia di...
Tornare in gara a cronometro!!!
Un pò di pazienza e presto accadrà...

Immagini di repertorio...

male mune, primo tre nazioni, 2010...

primi sconfinamenti in Croazia da novellino...

montona, estate 2010...


un tre nazioni 2011 (giro antiorario), la fontana di brest...

la bella wilier triestina mortirolo...
Racconto di repertorio...
Pedalare in tre nazioni diverse in una mattina (Italia-Slovenia-Croazia)? Si può fare! Non solo qui da noi ovvio. Ed è anche molto bello come giro, sia per il percorso, che per i panorami e le località che si attraversano, accompagnati solo dal suono quasi impercettibile che la bicicletta produce durante il moto. Il primo tre nazioni è datato 27 giugno (a dirla tutta c'è ne stato uno prima, con arrivo a Male Mune, nel marzo del 2010, ero un novellino!!!), praticamente una settimana dopo la Sportful, ed aveva un percorso leggermente diverso da quello di oggi (il senso innanzitutto era antiorario), da casa ero andato a Buzet (Croazia) via Kubed (Slovenia), passando per Brest ero rientrato in Slovenia da Podgorje e poi avevo copiato l'andata Rizana-Lazzaretto-Muggia. Ricordo che faceva già molto caldo, ero uscito alle 15 dopo il lavoro. Oggi la musica è stata diversa, la stagione sconsiglia il passaggio mattutino sia per Lazzaretto che zona Kubed (una delle zone più fredde del circondario), e comunque volevo invertire il senso di marcia per differenziare le due gite, quindi... Partenza con 2°, per scaldarmi, dopo 7km raggiunta Crociata, via su per gli strappi in sequenza di Caresana (17%) e Prebenico (16%), così da entrare a regime e non perder ulteriormente l'uso delle mani, già ridotte a due ghiaccioli! Entrati immediatamente (dopo 10km) in Slovenia, scolliniamo al mitico GPM di San Servolo, quindi arrivati al bivio Kozina-Podgorje ci dirigiamo verso la seconda località accennata e percorriamo i lunghi, e completamente deserti, rettilinei che portano al piccolo paese, ultimo baluardo della Slovenia in questa zona, prima di entrare in Croazia. Queste strade, le prime che ho imparato, mi danno sempre una sensazione di gioia quando le affronto, mi ricordano i primi giri con la Furia rossa in scarpe da ginnastica, t-shirt ed una crostatina in tasca per merenda, quante cose son cambiate (per fortuna non il mio spirito ciclistico), ed eran solo due anni fa! Bando alle ciance, passato il confine con dei molto rassicuranti Dober-dan, Dobro e Hvala (buon giorno, bene e grazie), entro nella zona della "Ciceria" (si usa dire "barca no xe per ciceri", la barca non è per i ciceri, perchè in questa zona, priva di mare, producevano carbone di legna). Un paradiso, tipicamente carsico, si staglia tutto intorno a me, ed il fatto che per chilometri e chilometri non incontro nessuno, mi da la sensazione di essere in un luogo dove il tempo si è fermato. I paesini che attraverso, dove purtroppo il 70% delle case risultano abbandonate, sono nell'ordine Jelovice, Velodice e Dane. Nel percorrere il secondo, scatto una divertente immagine che ritrae tante pecore intente a mangiare, disposte in cerchio, dallo stesso enorme covone di fieno! Il contadino che saluto, un po' stranito dal mio passaggio, mi risponde ma senza mollare la pipa di bocca, che tipo! Dane, dove mi fermo per un bisogno fisiologico, è veramente suggestivo. Vecchie case, ormai pericolanti, vicine ad altre, perfettamente ristrutturate in pietra antica, creano un contrasto unico. Il fumo che esce dal camino di quest'ultime, le fa sembrare calde e piene di vita rispetto alle prime che sono destinate, prima o poi, a crollare su se stesse. Proseguo, non senza fatica per il freddo (temperatura sempre sotto i 5°), in un bellissimo bosco, gli alberi ormai sono tutti spogli e le foglie cadute a terra han creato un meraviglioso tappeto rosso che fa risaltare ancor di più la sinuosità della vecchia strada asfaltata, di un grigio molto chiaro. Sto pedalando da appena 40km (1000 il dislivello), onestamente mi sento già un po' stanco. Le gambe, più che spingere i pedali, oggi si limitano a frullare a ritmo turistico ma... Va bene così dai è una gita! Il sole, che si era nascosto tra le nuvole fino ad ora, decide di fare capolino proprio quando comincia il tratto più bello e panoramico del giro, la discesa (fatta al contrario in giugno) di Brest. L'asfalto torna ad esser secco, la vegetazione si apre e posso godere della vista mentre scendo verso Buzet. Dall'alto si vede il campanile della antica cittadina, ed una leggera nebbia ancora presente a bassa quota nella vallata, rende questa immagine quasi fiabesca. Ora bisogna risalire verso il confine di Socerga per tornare in Slovenia. Con la tratta Kubed-Rizana ritorno verso casa ma, ho ancora voglia di un po' di salita così devio per Crevatini. Scollinando mi godo la vista del golfo e di Muggia dall'alto. In picchiata da Chiampore raggiungo Lazzaretto, ormai è una giornata completamente soleggiata ed a tutta finisco il giro con la strada che costeggia il mare assaporandone l'odore. Anche per oggi è fatta, con una fame monumentale, dovuta ai 101km e 1613m di dislivello, mi reco a casa. La GT avrà bisogno di una bella pulita, per quanto mi riguarda, ho passato un'altra splendida mattinata. Grazie ciclismo, grazie giro delle tre nazioni... Bastianella31 inverno 2011...


tre nazioni invernale, 2011...

il ghiaccio vicino alla granturismo in zona vodice

vodice...

le pecore mangiano dal covone di fieno...

il bosco di dane...

brest, città famosa per essere il giro di boa della parigi-brest-parigi;-)

verso buzet...

il confine agricolo di rakitovec, di qua non si passa!!!

in picchiata verso buzet, ieri ho sfiorato gli 83km/h, non credo lo rifarò!!!


Volevo omaggiare Manuel con una galleria fotografica dove sono immortalati tutti i suoi proverbiali sorrisi;-)
Grazie amico!!!

dai che si parte...

finita la cronocarsica...

pausa gelato...

alla fine della mdd 2011...

la gioia di partecipare alla prosecco cycling...

quasi quasi gli scappa un sorriso...

anche qui, ridere o non ridere, questo è il problema...

l'apoteosi, questo era dedicato a paola che lo rimproverava di non ridere mai!!!


Calma e gesso.
Sono passati trenta giorni da quando l'ho tolto. Non sono ancora al 100% ma, sono molto meglio di quanto speravo. La gamba destra è ancora più sottile della sinistra, la caviglia stenta a sgonfiarsi ed infatti tengo sempre il calzino abbassato.
Ho coperto poco più di 800km, tantissimi in compagnia e con parecchio dislivello per il tipo di bici con cui pedalo.
L'essermi rotto la gamba non ha portato solo svantaggi.
Ho calmato un pò i miei bollenti spiriti, ho capito che quando sono stanco, per il lavoro ecc, non devo uscire per forza, posso riposare e godere delle altre cose della vita senza sentirmi in colpa con me stesso.
Posso e devo fermarmi a caricare le pile.
Sono riuscito a trarre un buon insegnamento da un'esperienza negativa.

Obbiettivi futuri???
A settembre sarebbe bello rimettere il numero e ad ottobre partecipare alla gara di Sossano laddove ho iniziato l'avventura a crono che, causa infortunio-guasto alla bici, conta solo su 2 gare nel 2013.
Due sono pure le gare che ho perso, le crono di Ferrara e di Trento, tutto sommato è andata bene così...

Alla prossima avventura, Bastianella31...








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